Fare una saldatura: ecco cosa ti serve

So bene che si tratta di una materia molto vasta. Però in questo post voglio offrirti alcuni consigli, o meglio degli spunti, su come si effettua una saldatura. Ti presento un elenco del materiale base che ti occorre per farne una saldatura.

Sa saldatura permette di fondere localmente due pezzi tra di loro. In base al tipo di materiale la fusione può avvenire per via diretta oppure grazie a un materiale di supporto.

La prima cosa che vi occorre ovviamente è la materia prima, cioè le due parti che devi saldare tra di loro. Sappi che possono essere dello stesso materiale come no. I materiali maggiormente soggetti alla saldatura sono le leghe di alluminio e quelle di titanio, l’acciaio e le leghe di nichel. Quando la fusione diretta non è possibile ecco che occorre un materiale che può essere messo tra gli altri due e funzioni quindi da collante.

Uno strumento importante è costituito dai banchi automatici per saldatura a Scarichi di condensatori. Ma anche gli elettrodi per effettuare eventualmente la saldatura a elettrodi. Considera che in base al tipo di saldatura che vai a effettuare ti occorrono materiali diversi.

Se effettui la saldatura a resistenza non importa che vi sia il metallo d’apporto. Il calore infatti è dato dalla resistenza opposta al passaggio della corrente elettrica nell’esatto punto dove i due materiali devono unirsi.

C’è poi la saldatura ad arco elettrico, viene sfruttato l’arco elettrico, il quale nasce grazie all’uso di due elettrodi. Vi serve un elettrodo fusibile e un elettrodo refrattario. Considera che esistono diversi modi per effettuare una saldatura ad arco elettrico. Per esempio esiste quella manuale a elettrodo rivestiti, c’è poi quella a filo continuo sotto la protezione gassosa e quella medesima ma con elettrodo infusibile. Infine c’è la saldatura ad arco sommerso.

C’è la saldatura a energia concentrata nella quale viene sfruttato un fascio di energia il quale si concentra sul pezzo a una potenza variabile ma comunque sempre elevata, può infatti arrivare a toccare diversi milioni di watt per ogni millimetro quadrato. Infine c’è quella ossiacetilenica, un procedimento che usa una fiamma che viene ottenuta dalla combustione di acetilene, viene infatti usato come fonte di calore.